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Quadro macroeconomico

 

Quadro macroeconomico

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Dopo la grave crisi economica nella prima metà degli anni novanta e la svalutazione del franco CFA nel 1994, il Camerun ha avviato, dal 1995, una serie di misure di aggiustamento strutturale e di riforme economiche in senso liberale che gli hanno permesso di realizzare una più attenta gestione delle finanze pubbliche e di creare un ambiente favorevole ad una crescita economica sostenuta.

La crescita del Pil nel 2003, secondo i dati della BEAC (Banca degli Stati dell’Africa Centrale) è stata del 4,5% e la stima per il 2004 è del 4,4%. Questo dato conferma un tasso di crescita media, negli ultimi anni, ben superiore al 4%. Secondo le autorità locali, tra il 2003 e il 2007 si prevede un tasso di crescita medio superiore al 5%. Tale risultato, peraltro, dovrebbe essere ottenuto e amplificato attraverso l’utilizzo dei fondi disponibili nel quadro dell’iniziativa HIPC, con il raggiungimento del completion point, obiettivo che le Autorità locali prevedono di realizzare nel corso del 2006.

Nonostante la stabilità politica e l’incremento del reddito degli ultimi anni, la popolazione locale non è ancora ritornata al tenore di vita precedente alla crisi economica del 2004 e il Paese occupa il 141° posto (su 177) nell’indice di sviluppo umano.

La Banca Mondiale è presente nel Paese con investimenti per un valore complessivo intorno ai 500 milioni di dollari, nei settori della sanità, lotta all’Aids, infrastrutture, educazione e sviluppo rurale.

Nel quadro del FES (Fondo Europeo di Sviluppo), la Commissione Europea finanzia progetti incentrati prevalentemente nella costruzione di strade a valenza regionale e finanziamenti per la manutenzione della rete nazionale.

Nel luglio 2003, il FMI ha approvato il Documento Strategico per la Riduzione della Povertà e nel dicembre 2003 ha esteso, fino al dicembre 2004, il Powerty Reduction and Growth Facility, concedendo finanziamenti per circa 23 milioni di dollari. Dopo che una missione del FMI nel mese di dicembre 2004 aveva evidenziato un peggioramento nei conti pubblici dello Stato, sottolineando la necessità di attuare rapidi correttivi per non mettere a rischio la stabilità macroeconomica, le Autorità locali hanno redatto una legge di bilancio per il 2005, approvata dal Parlamento a fine dicembre, che sembra rispondere positivamente alle sollecitazioni del FMI, prevedendo una serie di misure volte, da un lato, a garantire un maggior introito fiscale e, dall’altro, una gestione più oculata della spesa pubblica. Successive missioni del Fondo svoltesi negli scorsi mesi di febbraio e aprile  hanno definito “incoraggianti” le misure fiscali attuate nel primo trimestre 2005., apprezzando “i notevoli progressi nel miglioramento dei conti pubblici”. Una valutazione positiva del secondo trimestre permetterà di arrivare alla firma di un nuovo Powerty Reduction and Growth Facility (scaduto lo scorso dicembre) di durata triennale e “permetterà al Camerun di raggiungere il completion point nel 2006”.

Esauritasi l’attività produttiva legata alla costruzione dell’oleodotto Doba-Kribi (la cerimonia ufficiale d’inaugurazione si è svolta a Kribi nel giugno 2004) uno stimolo all’attività produttiva dovrebbe anche derivare dall’aumentato potere d’acquisto dei Paesi petroliferi limitrofi, tradizionali importatori di prodotti agricoli camerunesi, in particolare il Ciad.

La politica economica del Governo appare orientata verso due obiettivi principali: da un lato, mantenere la stabilità macroeconomica per promuovere un quadro favorevole alla crescita e agli investimenti privati; dall’altro, assicurare entrate tributarie sufficienti a finanziare settori prioritari per la lotta alla povertà (spese sociali) e per il sostegno diretto alla crescita (infrastrutture). Lo scenario economico ha registrato, nel corso del semestre di riferimento, il protrarsi della riduzione della produzione petrolifera (la SNH –Società Nazionale degli idrocarburi- prevede, in assenza di sfruttamenti di eventuali nuovi giacimenti, una riduzione costante del 5% per il periodo 2004/2005), che, a causa dell’aumento dei prezzi al barile, non si è tradotto in una riduzione delle entrate, che risultano anzi in aumento. Sono inoltre in corso nuove prospezioni nella zona marittima ad ovest del Camerun, mentre proseguono le attività di ricerca nel nord, al confine con Ciad e Centrafrica. Per quanto riguarda il settore energetico, si è registrato un uleriore miglioramento nella fornitura di energia elettrica, dopo i black out che avevano fortemente penalizzato le attività produttive nel 2003. La progressiva realizzazione dei programmi di investimento adottati dalla compagnia elettrica (Sonel, di proprietà statunitense) dovrebbero permettere, nel medio periodo, con la costruzione di nuove centrali elettriche, di adeguare l’offerta alla crescente domanda di energia. Per il 2005 sono previsti investimenti nel settore elettrico per un valore complessivo di  oltre 114 milioni di euro. Per intensificare gli scambi commerciali con l’estero, sono stati inoltre stanziati 4,8 milioni di euro destinati a modernizzare il porto di Douala.

Le recenti riforme fiscali e doganali dovrebbero inoltre contribuire al miglioramento delle finanze pubbliche. Secondo questo Ministero delle Finanze, il progressivo incremento del risparmio pubblico e di quello privato potrebbe consentire un graduale incremento del tasso di investimenti, dall’attuale 17,5% al 19% nel 2009.

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