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Agro-alimentare

 

Agro-alimentare

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L’agricoltura è uno dei settori chiave e prioritari dell’economia camerunese. Questo settore occupa il 75% della popolazione attiva, contribuisce al 25% del Pil e rappresenta il 51% delle esportazioni. Il potenziale agricolo è ricco e diversificato, grazie alla situazione geografica e climatica del paese.


Sotto la voce agricoltura, in Camerun si raggruppano essenzialmente le culture destinate al consumo locale. Queste possono essere divise in due gruppi : le culture tradizionali (la manioca, il sorgo, l'igname, il mais, il miglio, la banane plantain, il macabo) e le culture non-tradizionali, destinate anche all’esportazione (patate, cipolle, grano, riso, legumi vari).

Prospettive: esiste uno sforzo dello stato per modernizzare l’agricoltura, mirante alla ristrutturazione di diverse produzioni, la diversificazione e la promozione delle esportazioni, e la privatizzazione della Cameroon Development Corporation (CDC). Il risultato finale ricercato è un aumento della produzione agricola. Il Ministère de l'Agriculture, con il supporto delle istituzioni finanziarie internazionali, ha intrapreso una serie di iniziative per incoraggiare la produzione agricola, tra le quali : il Programme National de Vulgarisation et de Recherche Agricole (PNVRA) ; la Nouvelle Politique Agricole; e il progetto PDEA (Promotion et Diversification des Exportations Agricoles).

Gran parte dei prodotti agro-alimentari è importata. Così è per esempio per il latte il cui consumo, benché importante, è limitato dal difficile acceso ad alcune zone del territorio e dal prezzo elevato dei prodotti importati. La produzione locale è costituita da olio di palma grezzo e raffinato, olio di cotone raffinato, olio di mais, zucchero raffinato di canna, tè per infusioni, cuoi conciati, caffè macinato, cioccolato, burro e polvere di cacao, succhi di frutta, sigarette, paste alimentari, liquori, prodotti derivati dal latte, farine, mangimi e altre preparazioni alimentari    

Le attività d’allevamento sono sottoposte all’autorità amministrativa del Ministère de l’élevage et des industries animales (MINEPIA). L’allevamento bovino è praticato essenzialmente nelle zone montagnose della zona settentrionale e nelle savane. Il tasso di crescita dei bovini, ovini e caprini erano nel 98-99 pari al 13%, 39% e 29%. Da allora non c’è stata un’evoluzione sensibile. I bovini sono circa cinque milioni di capi. Esistono due mattatoi industriali (Douala e Yaoundé), qualche salumificio, una decina di unità di trasformazione del latte, delle concerie artigianali e dei mangimifici. I polli da carne sono circa 20 milioni ma la produzione non è sufficiente a soddisfare i bisogni la domanda. Le importazioni di pollame provengono dai paesi limitrofi (Ciad et Centroafrica) e dall’Unione Europea.Il potenziale naturale per lo sviluppo dell’allevamento è grande . Purtroppo, il settore soffre della mancanza di professionalità dovuta all’assenza di mano d’opera qualificata e alla carenza di investimenti per la modernizzazione delle infrastrutture.


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